Non giudicate per non essere giudicati

Ho visto molte volte persone che vengono in Giappone per viaggiare. Molti hanno orari davvero pazzi. Vanno a Tokyo, Kyoto, Osaka, Nara, Kobe, Hiroshima – in soli dieci giorni o anche solo una settimana. Ho sempre pensato che fosse meglio stare in un posto più a lungo, e io sicuramente pensavo che in una settimana due città o al massimo tre città in Giappone dovessero essere sufficienti. Anche onestamente pensavo che per vedere grandi città come Kyoto o Tokyo neanche una settimana fosse abbastanza.

Ma nel 2016 sono andata in Italia per la prima volta e ho fatto esattamente la stessa cosa. E anche di più: ho visitato dodici città in otto giorni. Ho fatto cio’ che avevo sempre criticato. Sono arrivato da Narita a Roma e poi andata a Caserta per vedere il palazzo più grande del mondo, dopo sono andata a vedere il Castel del Monte. E poi è stata una città dopo l’altra: Trani, Bari, Alberobello, Locorotondo, Ostuni, Brindisi, Lecce, Altamura, Matera, Positano e alla fine sono tornata a Roma attraverso Napoli. Il mio insegnante ha detto che io avevo un tour da kamikaze. Quindi, adesso io giudico molto meno di prima.

Molte, se non la maggior parte delle persone in Giappone che studiano l’italiano, lo studiano perché sono già state in Italia. Hanno visitato l’Italia, gli è piaciuta e hanno deciso di studiare perché vogliono andare in Italia di nuovo. Ma il mio caso era diverso. Studiavo l’italiano perché mi piaceva come suona. Quindi ero un po’ nervosa prima di andare in Italia per la prima volta. Avevo questa paura: cosa faccio se non mi piace? Ma non dovevo preoccuparmi. Mi è piaciuta molto l’Italia.

Inoltre, visitare dodici piccole città è stata una buona idea. Perché ho potuto avere un’impressione generale del Paese e delle sue città. Ora so cosa aspettarmi. Per esempio, so che mi piacciono le piccole città italiane più di quelle grandi. Anche Bari mi è sembrata un po’ troppo grande per me. Quindi adesso posso decidere cosa voglio vedere, dove andare e cosa mi piace.

Crazy travels

I see many people that come to Japan to travel around. A lot of them have crazy travel schedules. They go to Tokyo, Kyoto, Osaka, Nara, Kobe, Hiroshima – all in just a matter of ten days or a week. I always thought that to really “see” a place one should stay longer in one place, and I certainly thought that for a week’s time two cities or at most three cities should be more than enough. And honestly, to see big cities like Kyoto or Tokyo, not even a week is enough or a month for that matter.

Then in 2016, I went to Italy for the first time in my life and I did exactly the same. And even more – I visited twelve cities in eight days. I did what I myself have always criticized. I departed from Narita, arrived in Rome and went straight to Caserta to see the largest palace in the world. Afterward, I went to see the Castel del Monte. And then it was just one city after another: Trani, Bari, Alberobello, Locorotondo, Ostuni, Brindisi, Lecce, Altamura, Matera, Positano and at last I returned to Rome passing through the Naples. After listening to my travel stories my teacher said that I had a kamikaze tour. So now I judge much less than I used to.

Many, if not most, Japanese people that study Italian, study it because they’ve already been to Italy. They visited the country, they liked it and then decided to study the language in order to come back one day being able to communicate with people at least on a conversational level. My case was different though. I studied Italian because I liked how beautiful it sounds. So before going to Italy for the first time I was a bit nervous. I had this fear – what if I don’t like it? What then? All that time and effort – just down the drain? But I didn’t have to worry. I not only liked Italy, but I also LOVED Italy! 🙂

In any case, visiting twelve small towns in one visit was a good idea as I was able to get a general idea about the country and its cities. Now I know what to expect. I know what I like and what I don’t. So, now I can decide where I want to go, what to do and what to see.


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